Premessa

Quando m’iscrissi al I° anno dell’Istituto di Scienze religiose, certamente non avevo alcuna idea su quale sarebbe stata la tesi di fine corso.

Durante gli studi pensai di orientarmi nell’Ecumenismo, visto, quanto si stava facendo dopo il Concilio Vaticano II, soprattutto potendo utilizzare la vicinanza del Centro Ecumenico per la Riconciliazione di Lavinio e il materiale che certamente mi avrebbero potuto fornire i responsabili del Centro.

Alla fine di una manifestazione svoltasi appunto nel Centro Ecumenico, presieduta dal Vescovo titolare della Diocesi di Albano, Mons. Dante Bernini, cui erano presenti alcuni amici e compagni di cordata dell’Azione Cattolica degli anni ‘70, parlando con S.E. il Vescovo e questi amici il discorso e il pensiero tornò su Zaccaria Negroni. Mons. Bernini ci diceva appunto che nel novembre 1985 aveva costituito una commissione Diocesana “On. Zaccaria Negroni” nell’intento di provvedere alla raccolta di tutti i documenti, le testimonianze e le prove riguardanti la Sua vita e l’attività svolta nei vari campi sociali affinché si potesse dar corso al processo Diocesano per la beatificazione.

Ahimè, fino a quel momento, i risultati erano stati scarsi poiché Zaccaria Negroni, negli anni precedenti la sua morte, aveva provveduto alla distruzione di quanto lo riguardava. Da quel giorno, ogni tanto la mente mi riportava a quell’avvenimento e mi sembrava assurdo che un uomo della sua statura morale dovesse essere dimenticato. Decisi quindi di fare la tesi su Zaccaria Negroni; ne parlai brevemente con S.E. Mons. Bernini, il quale rimase soddisfatto dell’idea poiché la speranza era di trovare documenti utili anche per la commissione Diocesana. Certamente non rimase sorpreso ricordando che appena nominato Vescovo Ausiliare girava per la Diocesi tra un incontro e l’altro con Zaccaria Negroni (Presidente Azione Cattolica), Maria Teresa Visconti (Responsabile Femminile), Walter Trignani (Azione Cattolica Ragazzi), Don Edoardo Limiti e il sottoscritto Paolo Amati (Responsabile Giovanile Maschile).

A Natale iniziai la ricerca, ma la ricerca di cosa? Era veramente incredibile, tutto sembrava voler dare ragione a Zaccaria Negroni. All’infuori di Aldo Onorati del 1985: “Incontro con Zaccaria Negroni” e quello della Diocesi: “Zaccaria Negroni nel ricordo degli amici” curato da Gianni Cardinali del 1988, c’era il vuoto assoluto. Arriva la Pasqua e l’unica cosa nuova era il titolo della tesi: “Impegno nel sociale di un credente: Zaccaria Negroni”.

Fu coraggio o incoscienza? Adesso sono proprio in un vicolo cieco; la tesi non la posso cambiare e documenti Zero. Zero, come usava Zaccaria Negroni su ZEROPIU’ il giornalino degli anni ‘70… mi si accese una lampadina: vuoi vedere che proprio io possiedo qualcosa? Corsi a casa di mia madre dove avevamo, in una stanza al piano di sopra, un armadio a muro e in esso ammucchiate tutte le carte e i libri che non utilizzavamo più, di mio fratello Franco e i miei. Svuotai letteralmente l’armadio, ma niente dei giornalini, niente di niente; mi armai di santa pazienza, rimisi tutto nell’armadio e… proprio allora spuntò fuori una cartellina grigia con scritto: “Azione Cattolica Italiana Diocesi di Albano – settore giovani”. Aprii, che cosa trovai? Alcune copie di Zeropiù, un numero di Vita Diocesana e di Apostolato dei Laici, qualche circolare e… delle lettere del Presidente Zaccaria Negroni. La prima inizia: “W Paolo, contavo di parlarti di persona, ma… sursum corda! Non è tempo di scoraggiamenti, ma di fede in GESÙ, che può tutto… nostro malgrado! La MAMMA del cielo ci assista. in C. J. Negroni”.  Questa lettera datata 28 marzo 1971 sembrava scritta per l’occasione; non dovevo scoraggiarmi e dovevo cercare ancora.

Alcuni amici, Luigi Noro e Antonio Salto, a cui mi ero rivolto per cercare tracce del suo passaggio al Senato (1953–58) e alla Camera dei Deputati (1958–63), mi assicurarono che erano in arrivo le fotocopie delle leggi di cui ero stato relatore, ma ancora non si vedeva nulla. Nel frattempo avevo preso contatti con l’Istituto Paolo VI, dove erano conservati i documenti storici dell’Azione Cattolica e attendevo che il Direttore, Prof. Francesco Malgeri, mi autorizzasse alla visione del materiale inerente al periodo di competenza di Negroni. Contemporaneamente continuavo a tenere i contatti con Gianni
Cardinali, Presidente dei “Discepoli di GESÙ”, che in precedenza mi aveva fornito i due libri su Negroni con la speranza di avere altro materiale.

Una mattina svegliandomi mi tornò alla mente il sogno notturno; ne feci partecipe mia moglie e Lei mi consigliò di chiamare Gianni aggiungendo queste parole: “Non si sa mai!”. Telefonai a Cardinali e gli raccontai il sogno: In una scatola messa insieme a tante altre ci sono dei documenti che riguardano Negroni; silenzio dall’altro capo del telefono poi una risata e Gianni mi dice: “Vedrai che ti sei addormentato con qualche pensiero in testa ed il tuo sub–conscio ci ha ricamato sopra”. Pazienza, valeva la pena tentare.

Finalmente arrivò il materiale raccolto dal Senato e dalla Camera dei Deputati dal quale fu facile desumere l’attività parlamentare di Negroni. Infine arrivò il permesso per andare a visionare i documenti all’Istituto Paolo VI. Mi accompagnò mia moglie, ci ricevette gentilmente il Sig. Sulis che addirittura ci aiutò nelle ricerche, ci fece vedere com’era catalogato il materiale e ci portò la cartella di Zaccaria Negroni che con nostro disappunto trovammo vuota.
Capito il nostro sconforto il Sig. Sulis controllò tra i libri della Casa Editrice A.V.E. e trovò il libro su Aldo Marcozzi scritto da Zaccaria Negroni. Insoddisfatto incominciai a guardare tutto il catalogo, cercai disperatamente nella mia memoria delle date di collegamento, niente. Chiesi allora di visionare alcuni documenti della fondazione della Casa Editrice A.V.E., il Sig. Sulis tornò con dei raccoglitori: li controllammo, ma non c’era nulla. Unico elemento era l’atto costitutivo dove c’era il nome di Zaccaria Negroni come Sindaco Supplente e quello del Prof. Luigi Gedda come Presidente. Nel frattempo il Sig. Sulis viste vane tutte le ricerche ci portò un ultimo contenitore dicendo testualmente: “Provate a guardare qui, ci sono dei fogli sparsi che non hanno ancora trovato una collocazione; ma vedrete non ci sarà nulla neanche qui”. Lo aprii e guardai foglio dopo foglio, documenti vari senza nessun nesso con la mia ricerca. Continuai, ad un tratto guardai mia moglie, Lei guardò me ed entrambi guardammo il foglio che io avevo tra le mani; non credevo ai miei occhi, eppure era la calligrafia di Zaccaria Negroni. Sfogliai gli altri velocemente… che fortuna! In tutto quel mucchio c’erano quindici lettere autografe di Zaccaria Negroni non mi sembrava possibile. Il mio sogno stava diventando realtà. Era quello il pacco che mi era apparso in sogno?

Certamente per fare una tesi gli elementi non erano molti, allora con il registratore a tracolla, insieme a Don Lino Guin sono andato a caccia di storici e biografi viventi: Francesco Mercaldi, Gianni Cardinali, Walter Trignani, Giorgio Jori, Erminio Rossi, Maurizio Castellari, Rita Jacobelli, Antonio Simeoni, Franco Amati, Gianfranco Ferrari, Enzo Cianfanelli, Mons. Vincenzo Cerri, Don Antonio Manzini, ecc.